MEDAGLIA CAMPAGNA DI GRECIA E JUGOSLAVIA 28 OTTOBRE 1940.
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Descrizione
MEDAGLIA CAMPAGNA DI GRECIA E JUGOSLAVIA 28 OTTOBRE 1940
9° Armata. Medaglia per la Campagna di Grecia e Jugoslavia, 28 ottobre 1940-23 aprile 1941. Casolari XIX-29. AE. mm. 34.50 Inc. P. Morbiducci.
Ventennio Fascista, dal 1923 al 1943.
Medaglia 9a Armata Campagna di Grecia e Jugoslavia 1941 opus P. Morbiducci.
Æ gr. 85,96 mm 61
Dr. CAMPAGNA DI GRECIA E JUGOSLAVIA - 28 OTTOBRE 1940 - 23 APRILE 1941 XIX. Veduta rocciosa con i luoghi della campagna militare; sotto, 9 a ARMATA / fascio orizzontale.
Rv. MIK ME KRYE ME BESË E BURRNI - AMICO FINO AL SACRIFICIO CON FEDE E CORAGGIO. Aquila bicipite coronata entro cornice di nodi d'amore.
Casolari XIX- 29. Rara
La medaglia commemorativa della 9ª Armata fu una medaglia non ufficiale realizzata per iniziativa privata, rivolta a tutti coloro che avessero militato nella 9ª Armata dell'esercito italiano durante la Seconda guerra mondiale.
La campagna italiana di Grecia si svolse tra il 28 ottobre 1940 e il 23 aprile 1941, nell'ambito dei più vasti eventi della campagna dei Balcani della seconda guerra mondiale.
La campagna si aprì con un'offensiva del Regio Esercito italiano a partire dalle sue basi in Albania (controllata dagli italiani fin dall'aprile 1939) verso la regione dell'Epiro in Grecia, mossa decisa da Benito Mussolini al fine di riequilibrare lo stato dell'alleanza con la Germania nazista e di riaffermare il ruolo autonomo dell'Italia fascista nel conflitto mondiale in corso. Malamente pianificata dal generale Sebastiano Visconti Prasca ed eseguita con forze numericamente insufficienti e scarsamente equipaggiate, l'offensiva italiana andò incontro a un disastro: bloccato l'attacco nemico, le forze greche del generale Alexandros Papagos, appoggiate da unità aeree della Royal Air Force britannica, passarono decisamente al contrattacco respingendo le unità italiane oltre la frontiera e continuando ad avanzare in profondità nel territorio albanese. La sostituzione di Visconti Prasca, prima con il generale Ubaldo Soddu e poi con il generale Ugo Cavallero, non portò a grandi miglioramenti per le forze italiane, rinforzate in maniera caotica da un flusso disorganizzato di truppe e alle prese con una pessima situazione logistica; solo a fine febbraio 1941 il fronte italiano poté infine essere stabilizzato.
In marzo le forze italiane tentarono una massiccia controffensiva per respingere i greci dall'Albania, ma andarono incontro a un sanguinoso fallimento. La guerra si trascinò in una situazione di stallo fino all'aprile 1941, quando la Germania intervenne in forze nella regione balcanica: con un'azione fulminea, le truppe tedesche invasero la Jugoslavia e la Grecia, costringendole in poco tempo alla capitolazione. Benché vittoriosa nel finale, la campagna di Grecia si tradusse in un grave insuccesso politico per l'Italia, costretta ad abbandonare ogni pretesa di condotta delle operazioni belliche autonoma e distinta dai tedeschi.
Stato di conservazione: OTTIMO come mostrano le immagini.
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